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Come creare una unique value proposition efficace.

...o definire un tono di voce semplice e chiaro per prenderti cura dei tuoi clienti

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Tempo di lettura 5 minuti.

Espressioni di stupore, di gioia, di rabbia, sopracciglia alzate, labbra arricciate. Ognuna di queste emozioni può dipendere dai contenuti che hai scritto tu e da come l’utente li recepisce dopo averli letti. Come indirizzarli verso una determinata reazione?

martedì 18 Febbraio, 2020 — Gabriele Garofalo

Costruendo un buon tono di voce ovviamente! Nella scorsa puntata abbiamo visto come definire la personalità del tuo brand e la sua voce, oggi parliamo invece del tono di voce e di come quest’ultimo possa trasmettere dei valori, parlando al tuo cliente.

 

Il tono di voce (TOV) è il modo in cui impacchettiamo i nostri contenuti testuali. È la somma delle nostre scelte stilistiche (partendo da una solida base grammaticale e ortografica).

Le parole che scegliamo di utilizzare definiscono diversi tratti del nostro brand per questo tono di voce e personalità devono essere sempre allineati.

MISURIAMO LA TEMPERATURA?

Potremmo associare i diversi toni alla temperatura corporea così da poter definire anche le sfumature intermedie e le relative reazioni attese. 

 

Brrrr – quasi nessuno ama il freddo, diciamocelo. E difatti quasi nessuno apprezza questo tipo di tono di voce che ha la caratteristica di allontanarsi anni luce dal parlato quotidiano, per raggiungere una galassia composta da termini burocratici e tecnici conosciuti solo e unicamente agli abitanti della galassia stessa. Questo tono di voce è privo di emozione, freddo, pomposo e altisonante. Potremmo paragonarlo ad una persona che parla da sola per ore, ore e ore.

Teniamo conto però che ci sono ambiti in cui ahimè non si può proprio evitare di usare questo tipo di tono, ad esempio l’ambito giuridico o commerciale che devono rispettare norme precise e purtroppo poco emozionali. 

 

Mmmmhh – cosa fai in primavera? Inizi a passeggiare sentendo il rumore degli uccellini che cantano e il primo sole inizia a scaldare le ossa, che bella sensazione! In questa fascia troviamo un tono di voce più caldo del precedente, meno burocratico e ampolloso, ma ancora formale e distaccato seppure educato e chiaro. È tipico delle aziende che parlano in prima persona plurale (“ci occupiamo di…”) e che scelgono parole semplici per far comprendere a tutti il loro operato. Manca la passione!

 

Che caldo!!! – estate, anzi ferragosto! Questo linguaggio ti cuoce letteralmente, anima e core! Viene svolto ancora un upgrade dalla semplicità all’empatia. È un linguaggio amichevole, che si prende cura del cliente, coccolandolo e facendolo sentire parte del team.

SCEGLIERE LE DOSI GIUSTE

Non tutte le aziende si prestano ad un certo tono di voce, per questo è importante definire prima i valori del brand, la sua mission e la sua vision. Tutti vorremmo parlare con la stessa ironica irriverenza di Ceres, ma non tutti possono farlo. La cosa fondamentale da tenere a mente, tuttavia, è che si può sempre, e dico sempre, essere più chiari e quindi facilitare la lettura all’utente. 

 

Ad esempio il cartello:

Verde Pubblico adibito a sgambamento cani” 

potrebbe diventare semplicemente una “Area cani” oppure “Area verde per i cani” no?

 

Così facendo eviterai già sopracciglia alzate o sguardi dubbiosi. Un buon traguardo, no?

Gabriele Garofalo

Brand & Visual Designer

Progettazione dell'identità visiva, studio e gestione del sistema integrato di comunicazione di un brand.

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