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Sa, sa, prova, prova – che voce ha il tuo brand?

Il tono di voce

Articolo

Tempo di lettura 5 minuti.

Una componente fondamentale della brand identity è la personalità, di cui fa parte il tono di voce. Come rendere unico il tuo?

venerdì 7 Febbraio, 2020 — Gabriele Garofalo

AVERE PERSONALITÀ

L’identità verbale di un brand è poi quello che lo rende, o meno, un brand “emozionale” ossia un’attività capace di essere vicina ai suoi clienti, di costruire delle relazioni. Un brand che ha compreso come le persone desiderino essere ascoltate, capite, rese protagoniste. Del famoso prisma di Kapferer c’è un punto fondamentale su cui si fonda l’identità verbale: la personalità. Secondo Kapferer ogni marca è sorretta da un carattere ben definito, un po’ come accade alle persone. Il grande lavoro risiede nel definire questi “tratti caratteriali” del brand, in primo luogo per poi riuscire anche a diffonderli agli utenti in maniera tale che il messaggio venga percepito correttamente. A differenza dei tratti esterni, come il packaging, la personalità di marca è invisibile, ma ha un peso specifico enorme. Un brand privo di personalità è destinato infatti a mescolarsi insieme a tutti gli altri per perdersi.

“Non può esserci identità se non c’è differenza” — cit. Lévi Strauss

MA PRIMA I CONTENUTI

Uno degli elementi capaci di creare la personalità di un brand è proprio l’identità verbale che si compone di diversi strumenti, tra cui, quello forse più importante è il tono di voce, ma prima ancora abbiamo i contenuti. Prima di definire il tono, bisogna infatti aver chiari i principi che stanno alla base di un buon contenuto: chiarezza, utilità, vicinanza*.

  • Chiarezza. Il compito di un buon contenuto è semplificare, ridurre lo sforzo. Ogni volta che un utente, leggendo i nostri testi, torna indietro oppure si sofferma più del dovuto su alcuni punti, abbiamo sbagliato. Non bisogna mai lasciare agli altri la responsabilità di comprendere o attribuire un significato, perché abbiamo già perso in partenza.
    Un piccolo esempio. Perché per partecipare ad un evento devo comprendere cosa significa “early bird”, quando posso comprare un biglietto scontato?
  • Utilità. Questo punto è semplice, il vostro contenuto deve insegnare qualcosa o avere una funzione specifica. Diverte il lettore? Lo incuriosisce? Lo istruisce? Lo persuade? Se la risposta è sì almeno ad una di queste domande, avete fatto bingo.
  • Vicinanza. Non è il lettore che deve avvicinarsi all’azienda, deve essere l’esatto contrario. Il lettore deve sentire il brand vicino a lui, alle sue esigenze, al suo modo di vedere il mondo. Per questo tutti gli –ismi (inglesismi, latinismi, tecnicismi) rallentano questo processo invece di velocizzarlo.

LA POTENZA DELLA MUSICA

In linea di massima bisogna avere come riferimento il fatto che un testo chiaro ha la stessa forza di una bella canzone, migliora l’umore e mette il lettore nella giusta predisposizione verso il vostro brand. E per suonare bene un brand ha bisogno di due cose: una voce e un tono di voce.

La voce rappresenta la personalità del brand e non ha molti requisiti se non quelli di essere chiara e coerente in base agli strumenti che vengono scelti per diffonderla. La voce permette ai lettori di sentirsi a proprio agio. La voce è la fusione di due elementi: i valori che voglio diffondere e la sensazione che i miei clienti dovrebbero provare nel momento in cui entrano in contatto con la mia realtà aziendale.

E il tono di voce? Bè scaldate le corde vocali, perché ne parleremo nel prossimo articolo, intanto godetevi la vostra playlist preferita!

*“Testi che Parlano”, Valentina Falcinelli

Gabriele Garofalo

Brand & Visual Designer

Progettazione dell'identità visiva, studio e gestione del sistema integrato di comunicazione di un brand.

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